Ed ecco di nuovo la rubrica settimanale Teaser Tuesday, creata dal blog Should Be Reading, che si divide in poche, semplici fasi:
1_ prendi il libro che stai leggendo
2_ apri una pagina a caso
3_ scrivi un breve brano (stando attenti a non spoilerare)
4_ scrivi titolo e autore
Il valore storico del processo della collana sta in questo: esso dirige il riflettore dell'opinione pubblica brutalmente sulla persona della regina e sulle finestre di Versailles. In tempi di sconvolgimenti il far bene è sempre rischioso. Giacché il malcontento è in sé uno stato passivo, per divenire aggressivo, per trasformarsi in azione, ha bisogno di una figura umana, sia come portatrice di un'idea sia come bersaglio per l'odio accumulato; ha bisogno insomma di un capro espiatorio. All'essere misterioso che si chiama popolo è dato pensare soltanto sotto specie umane, partendo dall'individuo; i concetti astratti non acquistano mai completa chiarezza per la sua capacità intellettiva: dovunque esso intuisca la colpa, vuole trovare il colpevole. Il popolo francese avverte da tempo, oscuramente, un'iniquità che subisce non sa da quale parte. A lungo si è piegato servile, fidente in tempi migliori; a ogni Luigi ha sventolato acclamando le bandiere, ha versato piamente decime e sudori ai feudatari e alla Chiesa; ma quanto più si chinava, tanto più grave si faceva l'oppressione, tanto più dissanguanti erano le imposte. Nella florida Francia i granai sono vuoti, i contadini impoveriscono: sulla più fertile terra, sotto il più bel cielo d'Europa, manca il pane.
Qualcuno dovrà pur averne la colpa; se gli uni non hanno da mangiare a sufficienza, deve essere per perché altri troppo divorano; se gli uni vengono soffocati dai loro doveri, devono esservi altri che si sono accaparrati troppi diritti.
- Maria Antonietta: una vita involontariamente eroica, Stefan Zweig
1_ prendi il libro che stai leggendo
2_ apri una pagina a caso
3_ scrivi un breve brano (stando attenti a non spoilerare)
4_ scrivi titolo e autore
Il valore storico del processo della collana sta in questo: esso dirige il riflettore dell'opinione pubblica brutalmente sulla persona della regina e sulle finestre di Versailles. In tempi di sconvolgimenti il far bene è sempre rischioso. Giacché il malcontento è in sé uno stato passivo, per divenire aggressivo, per trasformarsi in azione, ha bisogno di una figura umana, sia come portatrice di un'idea sia come bersaglio per l'odio accumulato; ha bisogno insomma di un capro espiatorio. All'essere misterioso che si chiama popolo è dato pensare soltanto sotto specie umane, partendo dall'individuo; i concetti astratti non acquistano mai completa chiarezza per la sua capacità intellettiva: dovunque esso intuisca la colpa, vuole trovare il colpevole. Il popolo francese avverte da tempo, oscuramente, un'iniquità che subisce non sa da quale parte. A lungo si è piegato servile, fidente in tempi migliori; a ogni Luigi ha sventolato acclamando le bandiere, ha versato piamente decime e sudori ai feudatari e alla Chiesa; ma quanto più si chinava, tanto più grave si faceva l'oppressione, tanto più dissanguanti erano le imposte. Nella florida Francia i granai sono vuoti, i contadini impoveriscono: sulla più fertile terra, sotto il più bel cielo d'Europa, manca il pane.
Qualcuno dovrà pur averne la colpa; se gli uni non hanno da mangiare a sufficienza, deve essere per perché altri troppo divorano; se gli uni vengono soffocati dai loro doveri, devono esservi altri che si sono accaparrati troppi diritti.
- Maria Antonietta: una vita involontariamente eroica, Stefan Zweig